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Impegnata sempre in nuove espressioni, l'artista, che di recente ha vinto alla Triennale d'arte contemporanea (Catania) il Premio di merito della giuria, indaga la realtà che la circonda con uno sguardo selettivo scegliendo come soggetti scene quotidiane e familiari, che spesso utilizza, nei confronti di una realtà opprimente e difficile, come metafore di speranza. Milena Crupi fa propria l’idea di arte concept come "comunicazione" di messaggi utili a preservare la dignità umana, guardando alla realtà quotidiana e traendo spunto, per evidenziare i suoi nonsensi, dall'individuo che si cela dietro quello che è il primo impatto visivo e che soltanto con un'analisi che vada oltre il primo simbolismo riesce a scoprirne l'interiorità". Prof. Fortunato Orazio Signorello, Scrittore e critico d’arte.

Milena Crupi e' presente sul New York ArtsMagazine 

http://www.nyartsmagazine.com/index.php?option=com_content&task=blogcategory&id=74&Itemid=627

Il Tempo, si dice, lenisce ogni dolore. Ma non aspettatevi da Milena Crupi accademici artifizi di linimento che ne saldino le crepe o le piaghe con gli escamotages a presa rapida di un’oleografia da “make up” per celarvi gli esiti di questo sussultare in acquietanti sovrascritture dissimulatrici: non c’è spazio per l’ipocrisia od il mendacio in questa sua Arte splendida, mistica e demistificante, iperrealista ed iperumana che continua a celebrare, ormai da anni, liturgie d’Indignazione e di Speranza intingendo i pennelli nella Luce di Dio e nel sangue degli uomini, affinché queste crepe denudate, queste piaghe aperte, continuino a darci segni / segnali non mediati dalla sopraffazione mediatica, additandoci un “qui” d’amore e di tragedia, di solitudine e di solidarietà, di silenzi eloquenti e di urla mute, come residuale supersegno est / etico di valori e coesioni offerto all’alternativa di un “oltre” ancora costruibile - poiché nulla è perduto - nel nome dell’ “humanitas”. Prof. Alfonso Mula, Scrittore e critico d’arte,Docente presso l’Accademia delle Belle arti di Agrigento,Componente dell’AICA -Associazione Internazionale Critici d’Arte, Parigi

Guardano oltre, i volti di Milena Crupi. I loro sguardi non si soffermano mai sull’orizzonte più prossimo, scavalcano lo spazio, il tempo e la realtà. Guardano dentro l’anima. Il loro racconto non sta dunque in un’azione, in una rappresentazione di fatti o situazioni, ma nel muto scrutare le distanze, nell’anteporre un muro di feroce, incolmabile lontananza alla dolcezza del loro stare, quella lontananza in cui si dichiarano tutte le angosce e le sofferenze, le incomprensioni e le indifferenze che l’Uomo subisce e che sempre l’Uomo infligge, che conosce e che fa conto di non vedere. Francesco Giulio Farachi , critico d'arte

“...alla ricerca del VOLTO: parvenze dell’anima”
Un linguaggio mediato da puro intendimento emozionale quello di Milena Crupi, dicotomia di un’artista tra l’essere e l’apparire, volta alla ricerca di un equilibrio tra aspetti, caratteri, nature, fisionomie che hanno in comune un figurativismo al femminile. Effigi in cui prevale sempre una frontalità di rappresentazione, tra gestualità libere e atmosfere mai ostili alla figura ma che ulteriormente trasfigurano gli intendimenti pittorici dell’artista.Così la pittrice segue un tracciato umano in cui solo la fisicità del dato apparente restituisce un’emozione, vissuta tra sentimento, passione ma anche affetti, legami silenziosi e al tempo stesso simbolici.Visi di giovani madri accolgono, come divinità, visi di infanti figli che, adagiati corpo a corpo, formano un tutt’uno iconografico leggibile in un autentico ed estatico messaggio. Le donne di Milena Crupi interagiscono con il loro stato di natura, le loro origini, il loro linguaggio spesso multietnico. Solo le emozioni più riposte, le emozioni interne, ovvero i dinamismi dell' anima, divengono in pittura donne, anche sconosciute, dipinte non per via di immaginazione, ma di descrizione, dove non conta né la forma, né il segno ma ciò che è oltre: la parvenza dell' essere.
Allora ogni tela perde ogni componente accessoria che potrebbe distogliere lo spettatore dal messaggio dell' artista, la quale, definita l'apparenza del suo modo di dipingere, utilizza ampi spazi di luce che invadono la figura ora colpendola, ora in una coincidenza tra corpo e impalpabilità luministica che pare voglia fare pensare, a chi osserva, alla presenza di icone religiose, silenziose, intime quasi sovraumane, spesso accompagnate da simboli di libertà e pace.
La Crupi non segue citazioni o percorsi di tradizione, ma coniuga le proprie inclinazioni non rivisitando ma evidenziando diverse dimensioni umane in cui la figurazione, pur se al femminile, non dimentica l'uomo e la sua posizione nella storia.
L'essere umano è forma di energia, un voler parlare attraverso una natura animata. E' un sentire che serve per capire e capirsi. La Crupi vede, percepisce e contempla dall' esterno i suoi soggetti, successivamente li interiorizza. Così ci potrà essere empatia, un condividere le situazioni emozionai i tra l'artista e i suoi soggetti che potrebbero anche rappresentare la trasposizione della propria identità in forme in continua evoluzione.
Seguendo così la linea dell'espressione e libera da finzioni o fantasie, le opere della pittrice possono essere viste come "immagini aperte " in cui poter trovare una avventura semantica alla quale dare una interpretazione personale di volti che altro non sono che forma e trasposizioni per immagini di pensieri. Prof. Giuseppe Livoti, Critico d’arte e scrittore

Le sue splendide opere, la predilezione per gli sguardi, le espressioni e le grandi pupille, e cioè dei profondi sentimenti nascosti dell’animo umano, dotate di particolare comunicazione visiva e imperniate nell’anima dei soggetti che man mano rappresentano,sono in assoluto quelle che maggiormente sono riuscite a “bucare il monitor” e arrivare diritte al cuore. Paolo Orlandini, Direttore artistico di "Visibilmente"

Occhi azzurri ma non gelidi, occhi neri e penetranti che ribattono il rimorso per un lontano peccato: il tuo. E poi altri esseri a metà sognati, a metà vissuti, o vissuti nel sogno, perché tu sai, che nel guardarli,quella purezza miracolosa si staglia solo sulla tela. E la nostalgia è forte come il rimorso che morde i ripostigli della memoria. E’ solo la lezione di un Annigoni che Milena Crupi ha imparato o c’è dell’altro?
C’è una maestria postimpressionista che non è solo piacevolezza tonale; le figure tratte dalla memoria sono nette e precise nei loro contorni materiali; i colori madreperlacei e atmosferici. Dire purezza di vita, candore di pensiero, per la Crupi è dire umanità e arte che passano per la strada del sacrificio, del dolore, della salvezza. In questo senso filosofia, arte, morale e religione spirito e natura trovano sintesi espressiva nell’unità di coscienza di Milena Crupi. L’uso delle sue figurazioni producono urgenze liberatorie, e come Paul Klee non rinunciano alle magie infantili e al di là degli allettamenti compositivi, suggeriscono nuove favole per gli uomini-fanciulli in cerca di un rifugio contro i  “ giganti della montagna”. Dott. Diego A. Romeo, Giornalista, Sicilia 7 – Anno 3, N.4 novembre 2000

Milena Crupi, attraverso un intensa opera di ricerca, che ha messo in evidenza le sue innate doti per il disegno, interpreta la figura umana, ed in particolare quella femminile, delineandone il volto che realizza con una notevole eleganza mettendo in evidenza un gusto ed una grazia decisamente personali.
La sottile vena spirituale, che si manifesta attraverso i volti delle sue figure, illuminandoli di luci iridescenti, le consente di valorizzare le proprie opere con rilevanti effetti plastici e cromatici. E, senza dubbio, la carica di interiore spiritualità che la Crupi riesce a fare emergere dal volto delle sue figure femminili, noi riteniamo rappresenti l’espressione più valida e autentica della sua creatività artistica; espressione creativa, quanto mai animata di suggestioni, luce e fascino.Dott. Ireneo Lorenzoni, Direttore Rassegna Expo arte Pisa

I giornali, la cronaca, la notizia che sembra destinata a durare un giorno soltanto e che invece può fermare il tempo per sempre. Le foto e gli articoli come ricordi e la pittura come interprete, profondo e attento, di eventi come l’11 settembre di tre anni fa, eventi che segnano la storia e il tempo, al punto di “romperli”. Questa l’idea alla base della mostra intitolata “ Crepe del tempo “, della pittrice Milena Crupi, allestita al Consiglio Regionale con il patrocinio della Regione Calabria.
Mula afferma: “ Milena Crupi usa l’occhio del pittore come un ago che lacera le nostre coscienze indurite e i suoi volti continuano a chiederci il perché della follia umana. L’essenza dell’arte è fare domande e non fornire delle risposte”. Il Quotidiano, D.ssa Elisa Latella - 20 settembre 2004

La pittura della Crupi si rifà allo stile post-impressionista, mette in risalto le figure oggetto delle sue opere con rilevanti effetti plastici e cromatici. Una pittura d’avanguardia che pur rimane ancorata alla tradizione. “Angeliche presenze “ ( che gode del patrocinio del Comune di Scilla) tra luci e metafore, dunque, la Crupi esprime la propria sensibilità d’artista e di donna, che risalta ancor più nella splendida cornice storica del castello di Scilla.

Il Domani - 11\08\2001 

L’artista il cui stile oscilla tra iperrealismo e simbolismo cura con precisione quasi fotografica i particolari. Dalla meticolosità della riproduzione di un drappeggio, alla luce che entra nelle opere dall’esterno ora dai personaggi ritratti, offre una grande espressione compositiva.
La mostra sorprende il visitatore esprimendo espressioni dai tratti sicuri e decisi .Le espressive opere sembrano testimoniare la presenza costante di speranza fede e preghiera.

Il Quotidiano – 12\08\2001

Successo di critica e di pubblico per la personale di pittura di Milena Crupi ospitata presso il Castello “Ruffo di Calabria” di Scilla, inaugurata e presentata dal presidente di “ Le Muse “, Prof. Giuseppe Livoti, dal Sindaco e dal critico d’arte prof. Nuccio Mula. Milena Crupi si colloca tra coloro che fanno arte non tanto per mercato, ma spinti dalla necessità dell’impulso creativo. L’artista si muove in un mondo di pura emotività, ripercorrendo “ emozioni interne “. E’ la spiritualità in sostanza quella che s’appalesa decisamente nelle sue tele.
Le sue tele emanano un senso di luce tale da donarci visioni di grande efficacia espressiva e compositiva poiché la pittrice segue quella che la critica chiama linea dell’espressione degli intendimenti pittorici, in cui non conta la finzione o la fantasia, ma la psiche.

Il Domani – 28/08/2001


 






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